Come si diventa un pilota di droni

Dronista Marco De Bigontina all'opera in un cantiere

Negli ultimi due anni ho dedicato soldi e tempo per fare tutto ciò che serve ad essere in regola rispetto alle normative ENAC emanate per regolamentare questo nuovo settore dei mezzi a pilotaggio remoto.

Regolamentazione confusa per il dronista italiano

Come in molti campi, in Italia il processo di regolamentazione è stato alquanto schizofrenico portando spesso a tali incertezze da frenare enormemente uno sviluppo maggiore del settore.

Gli organi competenti hanno normato mutuando dalle leggi esistenti per il settore aereronautico e quindi sovradimensionando le regole restrittive e gli adempimenti richiesti per ottenere la licenza di volo con i droni. In tal modo hanno anche costretto chi intendesse diventare pilota professionista a volare in un clima di incertezza, determinato anche dalla scarsa informazione e formazione di coloro che avrebbero dovuto vigilare sui comportamenti dei piloti professionisti o dei semplici appassionati.

Ciò nonostante, preso atto ormai da molti anni che vivere in Italia comporta anche queste controindicazioni ho fatto buon viso a cattiva sorte e affrontato tutto il percorso ad ostacoli per poter volare in regola.

L’importanza della formazione teorica

Avendo una certa età e avendo deciso di diventare un pilota professionista, non essendo disposto ad affrontare alcuna iniziativa senza un’adeguata preparazione e conoscenza, mi sono iscritto ad uno dei primi corsi organizzati in Italia da una scuola dalla lunga storia e molto seria, l’AVIOSUPERFICIE CLUB ASTRA di Mezzana Bigli il cui titolare, l’ingegnere aereonautico Nando Groppo, è riconosciuto come uno dei massimi esperti nel settore del volo ultraleggero e produttore di velivoli.

Ho conseguito l’attestato di frequenza e superato l’esame al termine della quattro giorni in cui si spiegava tutta la teoria relativa a meteorologia, normativa aereonautica, circolazione aerea, funzionamento del drone. Spesso sembravano noiose enunciazioni, ma devo confessare che in qualche occasione ricordarmene mi ha salvato dal perdere il drone. In circostanze particolari, la perdita del controllo del drone può avere conseguenze più delicate, pertanto forse non ricordi tutte le formulette matematiche con cui poter calcolare l’influenza dell’aria o della temperatura sul multirotore, ma certamente queste informazioni aiutano ad acquisire consapevolezza dell’importanza di certe precauzioni in determinate situazioni e quanto sia importante spesso anche la noiosa “check list” prima di ogni volo.

Altre certificazioni e ottemperanze

Recentemente, con le ultime modifiche del regolamento, ENAC ha richiesto un ulteriore esame anche a chi come me ha già acquisito gli attestati richiesti fino ad ora.

L’esame dovrà essere sostenuto presso una delle scuole abilitate da ENAC e comprenderà un corso di aggiornamento per la teoria e una prova pratica che nel mio caso sarà costituita da solo 6 missioni di volo, mentre in altri casi dove il candidato non ha acquisito certificazioni o autorizzazioni pregresse, sarà di 30 missioni di volo.

Nel caso di uso professionale, ed è il mio caso, viene richiesta anche la certificazione medica da rinnovarsi ogni due anni ed è obbligatoria anche l’assicurazione.

Certamente, come in tutte le attività umane, un buon e costante allenamento al pilotaggio è determinante per correre e far correre meno rischi.

Referenze

Cosa hanno pensato coloro che mi hanno commissionato un video aereo quando ho presentato loro il risultato:

“La settimana scorsa il drone di Marco de Bigontina ESPERIENZA-DRONE, in volo sopra Gello  ha catturato la luce del giorno dal primo raggio dell’alba alle ultime ombre lunghe del tramonto, e nonostante io conosca questo luogo dalla mia infanzia, è stato con sincera emozione che mi è sembrato di arrivarci per la prima volta planando sulla campagna come scoprendolo per la prima volta.”

Giovanni Drugman
www.casedigello.com
Leggi tutte.